70. Tutto fa Pinho portoghese//Manuel Pinho, ministro dell'Economia portoghese, durante un dibattito parlamentare ha fatto il gesto delle corna nei confronti di un deputato dell'opposizione. Qualche ora dopo si è dimesso. Il primo ministro Josè Socrates ha accettato le dimissioni del Pinho.
Post che funge da fermo immagine. Noi c'eravamo. Non lì, ma qui.
Ragazzi, 16-14 al quinto, ma ve l'immaginavate?
Certo, l'anno scorso il duello con Nadal fu ancor più epico e combattuto. Durò di più, ma con meno game. Che battaglia!
Anzi che battaglie. Oggi il pronostico era tutto a favore di Rogiah che però si è emozionato. Oggi infatti poteva entrare definitivamente nella storia come Tennista Più Vincente di Tutti i Tempi. Bene, c'è riuscito. 15 Slam e come lui, nessuno.
In tribuna c'era il vecchio recordman, Pete Sampras. Che secondo me gufava discretamente. Ma Pete, ma lèvati, vah!
Non c'è match epico senza un degno avversario. Roddick. Migliorato. Però, figlio mio, sei lì sul 14-15 e stecchi tre palle dico tre! Quando ti ricapita un'occasione del genere?
E Rogiah ne ha approfittato. Giocando male, ha vinto. E vincendo anche meno game di Roddick! Sì, nel tennis puoi fare più game e più punti e puoi perdere! Capito perché mi piace, questo sport?
E gnente, poi volevo dire a Roger che però adesso basta soffrire. Adesso vogliamo il Grande Slam tutto assieme -e in scioltezza-, poi il record in solitaria di vittorie a Wimbledon e poi anche se ti avanzano un paio di milioni di dollari, tanto.
Stamattina mi sono svegliato. Erano tipo le sette e mezza. Strani rumori dal soggiorno. Era mio padre. Canottiera rossa, calzonicini blu, calzettoni bianchi, scarpe da ginnastica.
-Padre, cosa stai facendo?
-Non lovedi, figliolo? Stretching!
-Ma padre, sono le sette e trentadue del mattino!
-Figliolo! Il mattino ha l’oro in bocca! Dai, vieni con me! Una bella corsettina rigenerante…
-…
-Figliolo, guardami!
-Padre, cosa dev-
-Guardami bene: quanti anni mi daresti?
Sono tornato a dormire. Mio padre è un sixty something. L’altro giorno mi ha detto: Secondo me quando camminiamo per strada ci scambiano per fratelli. Io ho risposto: Padre, al limite fratellastri.
Poi mi sono rialzato. Erano le dieci e qualcosa. Ho fatto il caffè. Ah, mio padre non era ancora tornato. Ho aperto la televisione. Ho messo sul due. Qui in Sicilia si può ancora dire, Metti sul due. Insomma c’era Tracy&Polpetta. Tracy&Polpetta è una sit-com per bambini. Fortemente educativa e divertente. Infatti si chiama Divertilingua, tipo.
Tracy parla solo in inglese. Polpetta solo in italiano. E, nomen omen, pensa sempre a mangiare. Tracy&Polpetta vivono con un secchio della spazzatura che parla inglese e con un pirata che pensa solo a rubare. Nella puntata di oggi Tracy torna da un viaggio ma scopre che la sua valigia non è la sua, ma appartiene ad un certo Mistah Globetrottah. Insomma il secchio dice a Tracy: ma c’era una label on your suitcase? Si scopre che no. Per farla breve Tracy rintraccia Mistah Globetrottah e fanno scambio di valigie. Mistah Globetrottah, nomen omen, mostra i souvenirs dei posti che ha visitato: la bandiera americana, la matrioska russa, gli zoccoli olandesi, una piccola tour eiffel, una coppola siciliana (…). Insomma la morale è: 1) partire e viaggiare è bello2) quando parti perché partire è bello metti una etichetta sulla valigia così se la perdi la ritrovi.
Sono andato in soggiorno. Mi sono guardato allo specchio. Ho pensato: Tuo Dio, ma che stai facendo? Hai trentanni! Alla fine del mese ne avrai ventinove! E’ questa la vita che hai sempre sognato? Ho pensato a Piolo, Licia, Manuela, Giorgia, Uan e Four. Ho detto: Ah, sarebbe bello tornare indietro!
Ma non si può. Mi sono seduto alla scrivania. Ho aperto un blocco. Ho preso la penna. Era giunto il momento di fare una lista.
La lista delle cose che, purtroppo e nonostante,non si possono cambiare:
Domenico Cozzolino, Gino Flaminio, Noemi Letizia, Patrizia D’Addario, Barbara Montequalcosa.
Chi è questa gente e perché noi ci si debba occupare di costoro non è dato saperlo, no no.
Previously on Bordello, Italia, season 1: La festa di diciottanni di Noemi Letizia, prima minorenne poi maggiorenne. Gino Flaminio dichiara: ero il fidanzato di Noemi. Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi, di proprietà Mondadori, cioè Berlusconi, pubblica in copertina delle foto che ritraggono felici, spensierati e letizi il padre e la madre di Noemi che si sbaciucchiano, Noemi stessa abbracciata a tal Domenico Cozzolino. Lui è il mio ragazzo, disse lei. Lei è la mia ragazza, disse lui. Subito dopo Signorini andò in tv (Chiambretti o Matrix) a dire: ho avuto quelle foto. E quindi le ho pubblicate. Le cose non stanno come finora le hanno descritte. Noemi è fidanzata con Domenico.
Chi?
Sin da subito molti ebbero dubbi sulla singolare tempestività di quelle foto, e sulla vericidità delle stesse.
Ma, alla fine, prevalse il riconoscimento delle indubbie qualità giornalistiche di Signorini. Cioè figurati se il direttore di Tv Sorrisi e Canzoni cioè Mondadori, il direttore di Chi cioè Mondadori, quello che una volta Berlusconi gli disse: Direttore lei è bravo, ma lo sa che le nostre strade non si incontreranno mai? Ahah (Strade di letto, ovviamente), Alfonso Signorini opinionista di punta del Grande Fratello che da solo regge mezzo palinsesto Mediaset cioè Berlusconi, Alfonso Signorini opinionista di Verissimo, condotto da Silvia Ullallà Toffanin fidanzata di Piersilvio cioè Berlusconi,
insomma ma figurati se Signorini si prestava a una pantomima di quel tipo o si faceva fregare da quattro illustri sconosciuti che gli spacciavano delle foto false!
Signorini è un signor professionista e quelle foto sono vere! Domenico è il fidanzato di Noemi!
(feat. Sannino/Repubblica) Bene, ieri Domenico ha detto (a Diva e Donna): Falso il mio fidanzamento con Noemi. Fui contattato da Noemi stessa per imbastire tutta la vicenda, ma sono sicuro che lei fosse ben indirizzata. Cozzolino rivela di non avere più alcun contatto con Noemi dal 7 giugno. Il giorno delle Elezioni Europee. In alcune conversazioni su Facebook con l’amica Marika, Noemi, alla fine di maggio, avrebbe scritto: Non l’ho mai amato -po'vero Do'menico!- ma per lasciarlo devo aspettare il 6 Giugno per le elezioni.
Tornando a Signorini. O si è fatto gabbare da quattro napoletani –si sa, i napoletani sono bravi a gabbare!- chissà per quale oscuro motivo –po’vero Al’fonso! La gente è cattiva!- oppure. Oppure lui sapeva che quelle foto erano vere come una banconota da 7 euro e qualcuno, beh insomma Qualcuno gli ha chiesto se per favore lui pubblicava quelle foto. Qualcuno. Chi?
Poi volevo dire. Non è che siccome lo sapevamo tutti che quelle foto erano finte allora l'infortunio giornalistico è meno grave. Un editore serio, dopo una cosa del genere, prende il direttore dei due giornali di costume più importanti d'Italia -e che influenzano l'opinione pubblica molto più che qualsiasi quotidiano- e lo licenzia. Non può, perchè l'editore in questione è parte in causa, recitando contemporaneamente quattro o cinque ruoli principali. Questo, in due parole, è il cancro che sta ammazzando il Nostro Paese.
When I was tipo decenne capitava spesso di litigare con mia madre. Strano, no?
Uno dei motivi erano le cene e/o i pranzi con il parentado. Mia madre voleva che io mi vestissi a modo. A modo per lei voleva dire da scimunito. Canottiera, camicia, cardigan e, nelle occasioni speciali tipo Veglioni e Veglionissimi, anche la cravatta. Una volta, mio Dio perché non mi hai cancellato la memoria?, mi costrinse a mettere un farfallino. Un farfallino! Ero solo un decenne! Capite che inferno? In questi casi cominciavamo a discutere, a battibeccare e andavamo così per una buona mezzoretta, finché non suonavano al citofono.
-Su, vatti a preparare. Ne riparliamo dopo, però mi raccomando con gli zii, eh.
Poi crebbi. Mi venne la voce tipica degli adolescenti e anche quella specie di peluria –minchia oh c’ho la barba!-, insomma le discussioni aumentarono. Vertevano su argomenti disparati:
-Vieni qui, guardami in faccia quando ti parlo!
-Madre, io rifiuto la tua autorità! Faccio come mi pare!
-Tu non mi racconti niente, dì la verità: tu ti droghi!
-Madre, ma ti pare che se mi drogavo ero così sfigato da prendere 9 nelle versioni di greco?
Insomma nei litigi finiva che io alzavo la voce. Mia madre si arrestava all’istante e la finiva di avanzare strane teorie paranoiche sul suo po’vero figlio. Avevo imparato il trucchetto: Urlavo e lei si zittiva all’istante. Oh, pace. E sapete perché?
-Zittoh! Zittoh! Non urlare! Che devono pensare, poi, i vicini?
I vicini. Damn it! Le stupide convenzioni sociali erano più importanti della nostra crescita reciproca! Invece di pensare a cosa pensavano i nostri vicini di casa –non vi dico che facce- avrebbe dovuto esplorare più a fondo le dinamiche interne dei nostri conflitti. Magari saremmo stati più felici, magari! E invece io me ne andavo in camera mia a leggere Sartre tra l’altro non capendoci un cazzo e lei invece andava a scambiarsi le ricette con la sua amica del secondo piano.
Napolitano ha detto: Capisco le ragioni dell’informazione e della politica, ma il mio augurio e il mio auspicio in questo momento sono di una tregua.
Alle porte c’è il G8, il cui precedente non è esattamente entusiasmante: 2001, Berlusconi al potere, Genova e in allegato un omicidio and torture and sevizie. E siccome alle porte c’è il G8 noi si dovrebbe tacere. Damn it! Ancora le stupide convenzioni sociali! Cosa penseranno di noi Francia, Germania, Spagna e Inghilterra? Beh niente di peggio di quel che già pensano!
Quando ho firmato il contratto con Sky l’ho fatto per due motivi fondamentali:
1) Il canale CULT
2) Il meteo di Sky tg24 (con la grafica tridimensionale e la musica in sottofondo che pare presa dai film porno: io mi ci perdo)
3) IL torneo di Wimbledon
A cui poi in fieri si è aggiunto anche 4) Current tv
Allora. Wimbledon. Questi giorni di otium me li spendo spaparanzato in panciolle con il telecomando interattivo. Sei partite in contemporanea con la possibilità di scegliere, anche le più inutili, tipo quelle sul campo 24. Non solo! Se da un’altra parte c’è un match point in corso, compare la scritta "Match point per –che ne so- Federer" e tu cambi canale e ti guardi il punto decisivo. Whoaaa.
Insomma. Oggi ottavi di finale maschili. Federer contro Soderling. Ovvero la finale del Roland Garros. Soderling, po’verino, ci ha provato. Ma dove ti avvii? Sua Maestà vince 3 set a zero e qualche stilla di sudore, così per gradire.
Ma anche gli ottavi femminili. Con l’ultima italiana in tabellone. Francesca Schiavone. Chi? Lei:
Francesca, detta anche la Leonessa per come si sbrana –o vorrebbe sbranarsi- le avversarie, oggi ha incontrato una tristissima giocatrice che non sorride mai e che ha anche le pinzette da colf nei capelli: Virginie Razzano (con l’accento sulla o). Ahah, po’vera Virginie! 6-2, 7-6 e saluti a mamma e papà.
Insomma Schiavone nei quarti a Wimbledon! Brava Schiavone! Tommasi dice che era dai tempi di Silvia Farina (2003) contro Kim Clijsters che non succedeva. Silvia Farina! E prima di lei Laura Golarsa. L'unico tennista italiano a superare i quarti di Wiimbledon fu Pietrangeli quando perse in semifinale da Laver 6-4 al quinto -lo dice sempre Tommasi- ma Pietrangeli era un uomo! Insomma Schiavone è già nella storia.
Adesso incontrerà Elena Demèntieva. Ah, Elena Demèntieva! Pronostico chiuso. Demèntieva è la numero 4, Francesca non pervenuta (intorno al 50, ma è stata anche top 15). Ma a noi frega davvero un cazzo. Demèntieva, ma chi sei? Ma che vuoi da noi? Ma ritirati! Che poi secondo me Demèntieva è debole di nervi. Francesca, falle quattro ruggiti e quella si mette paura. E comunque almeno Francesca se la può giocare. Se incontrava quel bisonte imbufalito di Serena Williams, allora sì che erano cazzi. Ma la Demèntieva: ce la puoi fare, e ce la farai! Francesca, vai e torna semifinalista!
Intanto ho deciso su chi indirizzare la mia Antipatia e il mio Odio: Ivo Karlovic, bombardiere che spara i servizi a 400 km/h, detto anche l'Ottuso. E Dinara Safina, la prima numero uno al mondo con i rotoli di ciccia: un po' la Yoghina Yokono del tennis.
Sono siciliano. Per fortuna o purtroppo, non credo avrò mai la risposta.
La Sicilia è la terra in cui si dicono le cose senza dirle. O dicendone altre.
La Sicilia è la terra in cui la maggior parte dei cartelloni pubblicitari raffigura abiti da sposa.
La Sicilia è la terra del presidente del Senato, Renato Schifani.
La Sicilia è la terra dell’orgoglio e del disincanto.
La Sicilia è la terra in cui le cose accadono prima.
La Sicilia è la terra dei previously, in cui per capire una cosa, devi sapere quello che c’è prima, e per capire quello che c’è prima devi sapere quello che c’era ancora prima, e così risalendo, di scatola cinese in scatola cinese.
La Sicilia è la terra in cui ogni frase, ogni parola, ogni sillaba, ogni espressione del viso, siano esse private o pubbliche, abbisognano di traduzione. Il Codice Siciliano.
La Sicilia è la terra di Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè. E di Michele Pennisi.
Chi è Michele Pennisi? Monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, teologo e studioso di dottrina sociale, ieri è stato intervistato dal quotidiano “La Sicilia” in merito alla questione morale che sta investendo la politica italiana in questi ultimi mesi. La stessa questione morale al centro dell’interesse di mezzo mondo. Nell’intervista (a pag. 2 del quotidiano, con titolo “Cari politici, la morale non si può lottizzare”, e corredata da una foto di Antonio Di Pietro, mai menzionato direttamente nel testo) si dicono tante cose, e se ne tacciono altre. È un’intervista piena di sottintesi, in cui si parla di Berlusconi, di minorenni, di escort, ma né Berlusconi, né le minorenni, nè le escort vengono mai nominati.
Domanda del giornalista:Ma se la questione morale irrompe di nuovo nella scena politica italiana, non dobbiamo essere contenti?
Risposta del Monsignor Pennisi:che la questione morale venga messa al centro dell’attenzione della politica italiana è un bene in quanto mette in discussione la pregiudiziale separazione tra etica e politica, sostenuta da chi teorizza che tutte le esperienze della vita umana sono autonome dalla morale. In concreto bisogna, però, chiedersi se la “questione morale” sollevata da improvvisati Catoni non sia usata come clava contro i propri avversari politici e se dietro campagne moralistiche non si nascondano ipocritamente interessi economici e strumentalizzazioni elettorali di basso profilo. L’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù”.
Dunque il monsignor Pennisi parla e ci parla di Ipocrisia. Parlando di Catoni che attaccano gli avversari politici, ma non nominando né gli uni né gli altri, lui usa parola "Ipocrisia".
Ma l’intervista prosegue. Il giornalista, finora mantenutosi apparentemente neutrale, domanda:“Che effetto le fa vedere i sostenitori a oltranza del capriccio individuale, diventare difensori del buoncostume?”
Risposta del Monsignor Pennisi:Mi chiedo da che pulpito viene la predica quando coloro che esaltano il libertinaggio morale del singolo individuo e sostengono campagne di delegittimazione della soppressione di esseri umani innocenti o in favore della selezione eugenetica degli esseri umani in stato embrionale o dell’eutanasia come progetto di estensione del suicidio assistito, si ergono a difensori della morale altrui: o sono diventati di botto bacchettoni o sono rimasti farisei”.
Dunque il monsignor Pennisi parla di Fariseismo. C’è un giornalista che associa indirettamente concetti quali il libero arbitrio, la dignità di ogni essere umano, il riconoscimento dei diritti di ognuno al concetto di CAPRICCIO, e Monsignor Pennisi risponde parlando di Fariseismo. E, nascondendosi dietro "significanti altisonanti", diffonde "significati pericolosi", che alimentano incomprensioni e rendono impraticabile ogni forma di dialogo. “Libertinaggio morale”? “Campagne di delegittimazione della soppressione di esseri umani innocenti”? “Selezione eugenetica”? Di cosa stiamo parlando, monsignore? Davvero siamo giunti a questo? Al mescolare la frequentazione di minorenni ed escort da parte del Presidente del Consiglio con l’eutanasia e l’aborto? Davvero? Monsignore, parli chiaro, dica le cose “in faccia”, si esponga, ci dica le cose “papali papali”.
Ah no, in Sicilia non si può. In Sicilia si fanno e dicono cose che in realtà ne significano altre.
Ci sono giorni di strane convergenze in cui muore uno famoso e subito un altro appresso.
A volte i morti sono di pari livello, per giunta colleghi. Il 30 luglio 2007 morirono Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman. Così, lo stesso giorno. Coincidenze.
Altre volte il peso della Storia e la malevolenza di mille altre storie assicurano l'attenzione esclusivamente all'uno piuttosto che all'altro. Il 9 maggio 1978 il cadavere di Aldo Moro viene ritrovato in via Caetani. Qualche ora prima Peppino Impastato viene trucidato dalla mafia. Ma ci vorranno più di venti anni e un film per restituirgli parte della giusta dignità.
Insomma ieri sono morti Michael Jackson e Farrah Fawcett. Due icone. Gli anni '70, gli anni '80, gli anni '90. Ieri notte, mentre tutti dormivano, qualcuno di noi era in linea sui social -la morte corre sui social network!- e Pattie mi fa: è la fine degli '80! Io dico: anche dei '70! A pensarci bene anche di un pezzo dei '90. Se il tema di italiano fosse uscito oggi sarebbe stata una bella sfida partire dal Muro di Berlino, arrivare agli angeli di Charlie passando per Billie Jean e ritorno.
Possibile diventare icone senza fare praticamente un cazzo?
Diciamolo, Farrah Fawcett ha segnato un'era. Ma, di preciso, con quali meriti? Sì, era una delle Charlie's Angels. Ma partecipò solo alla prima stagione. Poi lasciò. Kate Jackson si fece tre anni, Jaclyn Smith ben cinque. Ma nessuna come Farrah. Perchè? Forse perché fu sposata con Lee Majors, ovvero l'uomo dai sei milioni di dollari? -L'ho scoperto ieri, è stato uno shock: nel mio immaginarioSteve Austin, l'uomo dai sei milioni di dollari, è sempre stato fedele a Jamie Sommers, la Donna Bionica, e ora i due stanno invecchiando assieme.
Chissà. Farrah. Icona senza saperlo, senza volerlo e senza faticare! Lei se ne stava lì, sorridendo e basta. Laddove "basta" sta per "ravviandosi i capelli boccolosi con fare allusivo".
E mentre Farrah se ne stava in posa, Michael ne combinava di cose, ah se ne combinava, pure troppe! Il Re del Pop dicevano, dicono e diranno. Ha innovato, sperimentato, insistito. Ballerino, cantante di primo livello, animale da palcoscenico. Due o tre dischi mitici, un video pazzesco, sette o otto sorelle po'troie, una vita privata po'così.
Per me Michael Jackson significa primi anni '90. Adolescente, dopo mille fatiche e ricatti morali, ottenni dai miei un lettore cd portatile -!-. I primi cd -singoli! Io compravo i cd singoli!- che allietarono le mie giornate classiciste furono Hanno ucciso l'uomo ragno e Black or White, appunto. (Fuga dalla realtà).
Nonostante questo tenero ricordo biografico a me di Jackson fregava davvero una sega. Anzi, a dirla tutta mi stava anche discretamente sul cazzo. Quei calzini bianchi, quella mossa di mettersi la mano sul pacco, quei capelli unti, quella cosa dei bambini. E poi, se devo pensare a delle sue canzoni belle arrivo a malapena a cinque. Anzi, io mi fermerei a una: Billie Jean.
Svanisca tutto quanto svanisca tutto il resto-o
Che ho fatto io per meritare questo: scusa, potresti ripetere-e?
Piovono parole su questa città , se la gente vuole ma quanto male fa-a
Questa vita è un girotondo che abbraccia tutto il mondo lo so